Zuccherificio di Avezzano - SRZ

In prossimità di Avezzano, nella Piana del Fucino e a ridosso del Borgo Incile, giacciono i resti dello Zuccherificio di Avezzano. Questa è la storia del Gigante in Rovina.

Alla fine del XIX secolo una Compagnia Italo-Tedesca decise di costruire uno zuccherificio nella piana del Fucino nei pressi della città di Avezzano. Lo stabilimento iniziò la produzione nel 1910 con una potenzialità di lavorazione di circa 5/6 quintali di bietole al giorno e con un’occupazione di alcune centinaia di lavoratori.

La raffineria era connessa, via rotaia, allo scalo merci di Roma e al porto di Napoli. Il terremoto di Avezzano del 1915, che devastò il territorio della Marsica, provocò anche la completa distruzione del complesso industriale.

Prontamente ricostruito fu condotto dalla Soc. Romana Zuccheri fino 1927, anno nel quale fu rilevato dalla “Zuccherificio di Avezzano S.p.A” che con opere di ampliamento e ammodernamento lo portò alla capacità di lavorazione di 10/12 mila quintali di bietole al giorno.

Nel 1936 furono aggiunti una distilleria di alcol ed un sistema di recupero degli scarti di lavorazione finalizzato alla produzione di fertilizzanti. Nel 1945, alla fine della guerra, con lavori di ripristino lo zuccherificio riprese la sua attività produttiva.

Durante gli anni 50 fu ulteriormente modernizzato e raggiunse il massimo della sua capacità produttiva: 42.000 quintali di materia prima lavorata al giorno. La riorganizzazione dell’industria nazionale dello zucchero durante gli anni 80 relegò lo stabilimento di Avezzano ad un ruolo marginale provocandone il declino. La fabbrica cessò la sua attività.

Attualmente il complesso versa in stato di totale abbandono. Esso costituisce in ogni modo un interessantissimo reperto di archeologia industriale.

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